DL CRESCITA: sconto del 50% direttamente in fattura

Dopo qualche tentennamento, ieri è stato pubblicato in Gazzetta il Decreto Crescita, che diventa quindi operativo immediatamente, in attesa di conversione in legge entro 60 giorni.

L’articolo 10 riporta esplicitamente che il cliente può chiedere immediatamente al fornitore lo sconto fiscale direttamente in fattura, per l’intero importo della detrazione a cui ha diritto.

Come si vede, è una semplificazione diretta della cessione del credito che, teoricamente attiva da anni, non è mai stata effettivamente impiegata. Messa cosi, è lecito attendersi che molti clienti chiederanno di accedere a tale forma di sconto e che, di conseguenza, ci si dovrà attrezzare, in un senso o nell’altro, per aderire alla richiesta (e servono soldi, molti soldi) o per rifiutare (e correre il rischio di perdere il lavoro).

Dobbiamo fare qualche riflessione.

La prima che mi viene è che siamo in presenza di una grossa forzatura. In un sistema economico sano e serio, il cliente compra e paga, il fornitore installa e incassa e, per muovere i soldi, c’è un sistema bancario che è nato apposta per quello.
Qui arriviamo al punto che lo Stato induce i clienti a comprare mediante uno sconto fiscale e chiede ai fornitori di farsi carico del finanziamento dello stesso: mi pare mooolto poco serio.

La seconda è che nessun cliente ha una pistola da puntarci alla testa; ne quando facciamo l’offerta, ne quando firmiamo l’ordine: è sempre nostra facolta non aderire a richieste che non possiamo evadere, come è sempre stato.

La terza è che sicuramente la misura in oggetto mette in difficoltà più gli operatori fraudolenti che non pagano le tasse che quelli onesti che le tasse le pagano e che, di conseguenza, possono rientrare in 5 anni dello sconto che hanno anticipato.

Infine, come vale sempre, ogni cambiamento porta problemi per qualcuno e opportunità per altri, per cui sta a ciascuno trovare il modo per mettersi nel gruppo giusto, adottando le politiche più opportune.

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